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Oggi parliamo di una grande novità nell’ambito dei carcinomi uroteliali: in data 3 febbraio 2026, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha riconosciuto la rimborsabilità in Italia della combinazione tra enfortumab vedotin e pembrolizumab per il trattamento di prima linea dei pazienti adulti con carcinoma uroteliale non resecabile o metastatico. Dal punto di vista farmacologico enfortumab vedotin è un anticorpo farmaco-coniugato, che attraverso il legame con la Nectin-4, veicola un agente citotossico direttamente nelle cellule tumorali; pembrolizumab è invece un noto inibitore di PD-1.

Sintesi

La combinazione di questi due farmaci è la prima approvata nel nostro Paese in grado di offrire un’alternativa concreta alla chemioterapia a base di platino, che ha rappresentato per oltre vent’anni lo standard terapeutico prima linea in questi pazienti. Dati alla mano, i tumori uroteliali rappresentano il quarto tumore più diffuso in Italia, e circa il 12% dei pazienti riceve una diagnosi in fase già avanzata o metastatica, con una prognosi significativamente peggiore, un impatto rilevante sulla qualità di vita, e 8.300 decessi stimati all’anno. La decisione di rimborsabilità da parte di AIFA si basa sui risultati dello studio di fase III randomizzato EV-302: nel trial, Il braccio di terapia con Ev-Pembro ha avuto una sopravvivenza globale mediana significativamente superiore e pari a 31,5 mesi, con una riduzione del rischio di morte del 53%. Anche la sopravvivenza libera da progressione è risultata significativamente superiore, con una mediana di 12,5 mesi e una riduzione del rischio di progressione o morte del 55%.  Nel trial, gli eventi avversi di grado maggiore o uguale a 3 più frequenti associati ad enfortumab vedotin includono rash maculo-papulare, iperglicemia, neutropenia, neuropatia sensoriale periferica e anemia. Gli eventi immunorelati di grado maggiore o uguale a 3 sono coerenti con il noto profilo di tossicità di pembrolizumanb, e per entrambi i farmaci non sono emersi nuovi segnali di sicurezza. Tuttavia, considerato lo spettro peculiare di tossicità da enfortumab vedotin, è raccomandato un rigoroso monitoraggio clinico e laboratoristico.

Qual è la rilevanza pratica di questa nuova rimborsabilità? Dal punto di vista dell’innovatività clinica, EV-Pembro rappresenta un vero cambio di paradigma: dati di follow-up più prolungato mostrano come il 74% dei pazienti che ha ottenuto una risposta completa mantenga la risposta a 24 mesi, suggerendo un controllo di malattia più profondo e duraturo rispetto alla chemioterapia tradizionale, accanto ad un profilo di tossicità noto e pienamente gestibile. In un contesto complesso come quello del carcinoma uroteliale avanzato, la disponibilità di una strategia terapeutica in grado di modificare la storia naturale della malattia rappresenta non solo un avanzamento scientifico, ma una concreta nuova opportunità per i pazienti.

Bibliografia