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Attualmente, la chemioterapia perioperatoria secondo lo schema FLOT rappresenta lo standard di cura per i pazienti affetti da adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea resecabile. Nonostante questo approccio, i tassi di recidiva e progressione restano elevati, rendendo necessaria l’introduzione di nuove strategie terapeutiche. Al congresso ASCO 2025 sono stati presentati i risultati preliminari dello studio di fase III MATTERHORN, che ha arruolato 948 pazienti con adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea resecabile e li ha randomizzati a ricevere FLOT con o senza durvalumab, anticorpo anti–PD-L1.

Sintesi

L’aggiunta di durvalumab ha migliorato in modo significativo l’Event-Free Survival, con un incremento assoluto del 9% a due anni (67% vs 58%). Anche la sopravvivenza globale, all’analisi finale presentata a ESMO 2025, ha mostrato un vantaggio significativo: HR di 0,78, beneficio indipendente dal livello di espressione di PD-L1 TAP, e una differenza assoluta del 6,7% nella sopravvivenza a tre anni. Inoltre, i tassi di risposta patologica completa risultano nettamente superiori nel braccio di chemio-immunoterapia (19% vs 7%).
Alla luce di questi risultati, è stato attivato un programma di Expanded Access in diversi Paesi europei, inclusa l’Italia, con l’obiettivo di consentire ai pazienti un accesso precoce al trattamento in attesa della conclusione dell’iter regolatorio.
Durvalumab viene somministrato insieme a FLOT nella fase neoadiuvante con un dosaggio flat di 1500 mg ogni 4 settimane, proseguendo poi in adiuvante e infine come monoterapia di mantenimento per 10 cicli dopo la chirurgia. Il profilo di sicurezza osservato è risultato coerente con quello noto delle terapie anti–PD-L1, con eventi avversi generalmente gestibili e sovrapponibili ai regimi standard, senza ritardare le tempistiche della chirurgia. Qual è la rilevanza pratica di questa nuova rimborsabilità? La rilevanza pratica dell’EAP di durvalumab è significativa: offre una nuova opzione perioperatoria per i pazienti con carcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea resecabile, consente di anticipare l’accesso a un trattamento innovativo in attesa della rimborsabilità nazionale e potenzialmente migliora gli outcome a lungo termine, riducendo recidive e aumentando la sopravvivenza.

Bibliografia