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PODCAST

Parliamo delle nuove rimborsabilità AIFA per pembrolizumab nel colon-retto MSI, nivolumab nell'esofago squamoso e trifluridina-tipiracil nell'adenocarcinoma gastrico. Importante anche l'uso nominale di durvalumab in prima linea nelle vie biliari.

 



Trascrizione

Nei primi mesi del 2022 abbiamo avuto tre nuove rimborsabilità che vanno ad ampliare le opzioni terapeutiche per le neoplasie gastrointestinali.
La prima è pembrolizumab in mono terapia nel carcinoma del colon retto metastatico con instabilità micro satellitare (MSI).
Stiamo quindi parlando di pazienti MSI HIGH o con deficit del mismatch repair (DMR).
I dati che hanno portato alla rimborsabilità derivano dallo studio KEYNOTE-177 (1), che ha confrontato nei pazienti MSI HIGH o DMR, pembrolizumab verso lo standard di chemioterapia, raddoppiando la PFS da 8 a 16 mesi, incrementando le risposte dal 30 al 40% e con un vantaggio a lungo termine sia in PFS2 che in OS nonostante un massiccio crossover sia all'interno del protocollo che all'esterno del protocollo, per un complessivo tasso di crossover del 60%. In più abbiamo tossicità nettamente inferiori per pembro verso chemioterapia.
Quindi non è più possibile impostare un trattamento del colon metastatico senza conoscere i microsatelliti e dal 25 Febbraio abbiamo la possibilità di prescrivere pembrolizumab con scheda AIFA. La seconda rimborsabilità ha riguardato nivolumab in monoterapia nel carcinoma squamoso dell'esofago avanzato non resecabile, ricorrente o metastatico, dopo una precedente linea di chemioterapia a base di fluoro e platino. Quindi parliamo di seconda linea, carcinoma squamoso dell'esofago sulla base dei dati dello studio ATTRACTION-3 (2) che ha randomizzato i pazienti a ricevere taxotere verso nivolumab con un vantaggio di circa due mesi e mezzo in mOS, un vantaggio di un mese e mezzo in PFS, un tasso di risposta sostanzialmente paragonabile tra i due bracci, 33-34% e un vantaggio a lungo termine con un incremento dei pazienti vivi a 18 mesi del 10% in favore di nivolumab. Di fatto questo è importante perché per due motivi: è il primo immunoterapico rimborsato nell'UPPER GI ed è rimborsato indipendentemente dai valori di PDL1 CPS, e va a colmare un bisogno perché a differenza dell'adenocarcinoma, nel quale si può utilizzare nelle linee successive ramucirumab quindi un vantaggio incrementale c'era già per gli adenocarcinomi, il carcinoma squamoso non poteva essere eleggibile per ramucirumab. Nivolumab e un'opzione in più, è un'opzione che va ad ampliare il nostro armamentario terapeutico.
Terza rimborsabilità dal 25 di Febbraio trifluridina tipiracil nell'adenocarcinoma dello stomaco o della giunzione gastroesofagea metastatica dopo almeno due linee di precedente trattamento; parliamo quindi dalla terza linea in avanti sulla base dello studio TAGS (3). È uno studio pubblicato su Lancet nel 2018. Il processo di rimborsabilità è stato decisamente lungo, comunque, trifluridina, tipiracil verso placebo in questo studio ha dimostrato un vantaggio di circa due mesi in mOS e un DCR del 40%. Perché è importante? Perché anche in questo caso, anche se il vantaggio incrementale va a posizionarsi in una casella precisa di terza linea che va quindi a colmare un Clinical need per l'adenocarcinoma dello stomaco o della giunzione.
Non dobbiamo però dimenticarci gli usi nominali. All'ASCO GI di quest'anno gennaio è stato presentato lo studio TOPAZ-1 (4). Colangiocarcinoma, prima linea platino-gem verso platino-gen più durvalumab. Lo studio, uno studio positivo sia in mOS, che in vantaggio a lungo termine: abbiamo a due anni un incremento del 15% assoluto di pazienti vivi in più nel braccio di platino-gem e durvalumab. Perché è importante questo studio? Perché è rilevante? Perché al di là dei dati, abbiamo la possibilità, tramite uso nominale di richiedere per i pazienti con colangiocarcinoma intraepatico o della colecisti o delle vie biliari, quindi per tutto lo spettro del tratto biliare, l'uso nominale per durvalumab in associazione a platino e gemcitabina, quindi abbiamo nei primi tre mesi tre rimborsabilità e la possibilità di accedere in uso nominale a durvalumab.

Bibliografia

  1. André T, et al; KEYNOTE-177 Investigators. Pembrolizumab in Microsatellite-Instability-High Advanced Colorectal Cancer. N Engl J Med 2020;383:2207-2218 (AIFA).
  2. Kato K, et al. Nivolumab versus chemotherapy in patients with advanced oesophageal squamous cell carcinoma refractory or intolerant to previous chemotherapy (ATTRACTION-3): a multicentre, randomised, open-label, phase 3 trial. Lancet Oncol 2019;20(11):1506-1517 (AIFA).
  3. Shitara K, et al. Trifluridine/tipiracil versus placebo in patients with heavily pretreated metastatic gastric cancer (TAGS): a randomised, double-blind, placebo-controlled, phase 3 trial. Lancet Oncol 2018;19:1437-1448 (AIFA).
  4. Do-Youn Oh, et al. A phase 3 randomized, double-blind, placebo-controlled study of durvalumab in combination with gemcitabine plus cisplatin (GemCis) in patients (pts) with advanced biliary tract cancer (BTC): TOPAZ-1. Journal of Clinical Oncology 2022 40:4_suppl, 378-378 (Uso nominale).